Mario Venuti – Ventre della città Video e Testo

Mario Venuti - Ventre della cittàIl nuovo singolo di Mario Venuti s’intitola Il ventre della città e nel video, diretto da Lorenzo Vignolo e girato a San Teodoro 8 e Moncada 16 nel quartiere catanese di Librino, Mario Venuti appare in versione combatrock tra palazzi non ancora finiti e già in rovina, rifiuti lanciati dalle terrazze, ladri di rame, spose bambine, amori a pagamento, spacciatori di cocaina.
«Sono passati anni da quando Pasolini ha glorificato le periferie e l’umanità vitale e dolente che le popolano – spiega Mario Venuti – Eppure il “ventre della città” esercita ancora fascino e attrazione, per chi sa vedere in esso tutta la gamma dei vizi e delle virtù umane, senza la “corruzione” del pensiero borghese. Non do giudizi, non si fa retorica della marginalità, è comunque un mondo in cui si trova anche un po’ di poesia. Penso che sia una fotografia onesta».
Una fotografia, «con un pizzico di romanticismo», che congiunge due mondi poosti. Quello neomelodico di Gianni Celeste, che ha dato lo spunto alla canzone, e quello predominante del pop-rock dei Denovo. «L’idea è nata ascoltando sotto casa un ragazzo cantare un brano di Gianni Celeste: “Ti giuro amore non la tocco più la polverina che dicevi”, frase che viene citata nel singolo – ride Mario Venuti – Pensai: “È geniale”. E comunicai l’idea a Bianconi, che è un “esperto” di periferie e marginalità, avendo scritto in passato canzoni su questo tema. Da lì poi è nata Il ventre della città».
L’altra citazione è musicale. È un riff di chitarra ripreso da Ipnosi, il brano che apre Kamikaze bohemien, l’album riscoperto dei Denovo. «È lo stesso, forse un po’ più lento – spiega il cinquantenne “ultimo romantico” – È stato come chiudere un cerchio dopo aver festeggiato il trentennale del gruppo con quel disco». E, in effetti, il singolo, attraversato da un’aria pucciniana, “suona” come una canzone dei Denovo. «È comunque una casualità – tiene a precisare Mario Venuti – Il resto dell’album segue varie ispirazioni».

Vite di quartieri
Venuti male
La tangenziale
La ferrovia
Le notti insonni
Girando in auto
Per la sacra periferia
Storie di Corviale
Di Quarto Oggiaro
Di Scampia
Di Librino e Zen
Sono conficcate come pugnali
Nel ventre della città

Tu mi hai raccontato
Che rubavi rame
Che ti ha beccato la polizia
Che sei già sposato
Con una bambina
Con la cocaina
Vivi a casa sua
“Ti giuro amore
Non la tocco più
La polverina che dicevi tu”
A volume alto
Dalle autoradio
Nel ventre della città

Ci incontreremo le sere d’estate
Sul mare d’asfalto di queste borgate
Non sarà male fermarsi a guardare
Le nostre ferite
Le stelle inventate

C’è chi dorme male
Sogna di scappare
Dai discreti letti della borghesia
C’è chi non la legge
Solo dentro i libri
La cerca altrove la poesia
Meglio l’animale
Che ti mostra il cuore
Nella comunione
Di una botta e via
Tu lo puoi trovare
Dove Cristo muore
Nel ventre della città

Ci incontreremo le sere d’estate
Sul mare d’asfalto di queste borgate
Non sarà male fermarsi a guardare
Le nostre ferite
Le stelle inventate.

Mario Venuti – Ventre della città Video e Testoultima modifica: 2014-12-10T12:35:06+00:00da save988
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